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Per cominciare… anche questo è Danza

 

Ci si potrebbe chiedere: che c’entra la Psicologia con la Danza, in che modo si legano?

La risposta credo sia visibile per tutti noi sia quando entriamo nell’aula dove studiano le nostre piccole ballerine, sia quando assistiamo con trepidazione a un loro saggio o quando le portiamo in un grande Teatro a vivere la magia di assistere a un balletto con grandi artisti. Ciò che vediamo è attenzione, concentrazione, rispetto delle regole, capacità di controllo, capacità di reggere lo stress e le emozioni, sicurezza…

Quindi sicuramente qualità fisiche e capacità tecniche ma anche capacità emotive. La danza è fatta quindi di “corpo” ma anche di “mente”.

La psicologia della Danza è una materia di studio e di applicazione abbastanza nuova. Nonostante infatti da sempre si sappia che nella danza non agisce solo il corpo ma anche la mente, la danza è stata trascurata dal punto di vista psicologico. Ci si è concentrati maggiormente sul corpo, sul livello tecnico delle prestazioni del ballerino, tralasciando il fatto che una buona esecuzione non è data solo da una buona tecnica, ma anche da una buona capacità espressiva e interpretativa.

La psicologia della danza si occupa quindi di tutti i fattori psicologici che presiedono all’attività motoria. Si propone di aiutare il danzatore, piccolo o grande che sia, a sviluppare e conoscere meglio le proprie abilità psicologiche, per concentrarsi non solo sul “saper fare” ma anche sul “saper essere”.

E’ infatti nell’aspettativa di ogni genitore che iscrive il proprio figlio a lezione di Danza che il bambino impari a danzare ma che faccia anche un’esperienza positiva di sé, del proprio corpo, che si possa divertire, rilassare, trovare una forma per esprimere ciò che ha dentro.

Nell’aula dove avviene la lezione si ritrovano tante piccole vite, con le loro storie personali, le loro ricchezze e i loro limiti, tante personalità che si incontrano con se stesse (davanti allo specchio), con una persona un po’ “magica” (l’insegnante), con altre vite con cui sarà inevitabile il confronto.

L’aula diventa un piccolo palcoscenico della vita: i caratteri e le personalità con le loro spigolature e le loro risorse, emergeranno; fare lezione non sarà solo imparare bene un battements jetès o eseguire con sicurezza  una pirouettes: sarà molto di più.

La psicologia della danza vuole servire proprio a questo: a scoprire e a sostenere nell’allievo, nel genitore, nell’insegnante tutte quelle funzioni psicologiche che, se riconosciute e gestite, possono diventare risorse per vivere bene l’esperienza della Danza.

Un altro anno inizia nella nostra scuola. Tante ballerine cresciute, che iniziano a fare esperienza delle proprie capacità, che iniziano a muovere i loro piedi anche fuori dal piccolo mondo della scuola e si confrontano, portano a casa le prime soddisfazioni…e tante altre piccole che arrivano a muovere i loro primi passi, timidamente, in un ambiente nuovo, particolare, in cui corpo, musica, colori e movimenti creano novità e magie… Iniziamo con entusiasmo, impegno e tanta voglia di conoscere questo mondo bellissimo che è la Danza e che non si ferma all’aula e agli esercizi, ma che è una piccola scuola di vita. Buon inizio!


 
 
     
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